Davide Baldoni celebra con un disegno l'incontro tra le due protagoniste del Trento Film Festival: Mila e Milla

2' di lettura 12/05/2021 - Per una particolare coincidenza, quelle che sembrano più guidate dalla magia dei bambini che dallo scorrere degli eventi, Mila e Milla – simili anche nei loro nomi - si sono incontrate a Trento, in occasione della 69^ edizione del Trento Film Festival.

Mila nasce da una storia vera, quella di Giovanna Eghenter, trentina doc, che a soli cinque anni assorbì con i suoi occhi di bambina il tragico bombardamento della sua città che restò tristemente noto nelle cronache della Seconda Guerra Mondiale come la “Strage della Portela”. Giovanna sopravvisse, crebbe, e divenuta madre raccontò alla figlia Cinzia la sua (dis)avventura, e questa, che nel frattempo aveva imparato a utilizzare benissimo uno strumento assai più potente delle bombe – il disegno animato – volle narrarla a sua volta rendendola universale, perché quella di Mila – così battezzò la sua ‘creatura’ - avrebbe rappresentato non solo sua mamma ma ogni bambina - e bambino - la cui voce è da sempre la prima ad essere soffocata nel frastuono e nell’orrore di tutte le guerre. Per riuscirci, Cinzia “arruolò” una grande ciurma di sodali – 350 “pirati dell’arte” provenienti praticamente da ogni angolo del Globo, tutti innamorati dei grandi occhi di Mila e decisi a portarla, un passo dopo l’altro, fino alle stelle. Un nuovo viaggio, una nuova avventura fantastica, che non poteva che ripartire da dove tutto era iniziato: la bellissima Trento.

Milla, invece, è una bambina di 5 anni e mezzo che ha subito una amputazione della gamba sinistra, sostituita da una protesi: la sua “gamba robot”. Vive la disabilità come una condizione di normalità, ama lo sport e il gioco libero.

A Trento Milla ha raccontato il suo primo libro, edito dal Centro Studi Erickson (testi di Alberto Benchimol e Colomba Mazza, disegni di Davide Baldoni) con il quale ci racconta il suo segreto: la forza delle passioni e dell’amicizia che aiutano a diventare grandi, con uno sguardo inedito sull’inclusione.

Con i loro progetti, gli autori di queste due bambine divise dal tempo e dagli eventi storici ma unite dalle loro anime, desiderano collaborare per comunicare assieme la forza resilienti dei bambini in un mondo di adulti che utilizzano la violenza e l’esclusione, colpendo soprattutto i più deboli.








Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2021 alle 18:22 sul giornale del 13 maggio 2021 - 111 letture

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